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Linfedema: terapia e prevenzione

Una patologia sempre più comune


Un gruppo di medici specialisti ha recentemente richiamato l'attenzione sul linfedema, una patologia vascolare dolorosa e progressiva che spesso origina come effetto collaterale del trattamento di alcuni tumori.

Il linfedema è una condizione incurabile ed altamente debilitante che si presenta, generalmente nelle donna, a seguito di interventi chirurgici e di terapia radiante delle neoplasie mammarie, ed è caratterizzata da gonfiore di uno o più arti, a causa dell'accumulo di fluidi linfatici nei tessuti. Il linfedema può colpire anche il sesso maschile, ed una volta stabilitosi dimostra un'inesorabile tendenza alla progressione.

Questa condizione interessa generalmente l'arto superiore, nel lato del corpo in cui è stato eseguito l'intervento di mastectomia e rimozione dei linfonodi ascellari e dei vasi linfatici drenanti. Circa il 15-30% dei pazienti che sopravvivono alla patologia tumorale sviluppano questa condizione, la quale costituisce un disturbo che persevera per anni a distanza del trattamento del tumore.

Il linfedema può presentarsi anche a livello degli arti inferiori e della regione inguinale (edema genitale) a seguito del trattamento dei tumori del colon, delle ovaie e dell'utero.

La gestione del linfedema comprende una serie di trattamenti, volti a ridurre il gonfiore e mantenere la salute della cute, collettivamente conosciuti come Terapia Decongestionante Combinata (CTD). La CDT include: esercizio fisico, trattamenti cutanei, elasto-compressione dell'arto ed una tecnica di massaggio manuale clinicamente provata, il Drenaggio Linfatico Manuale (MLD). Inizialmente, il CTD prevede visite frequenti (spesso giornaliere) presso un terapista certificato, per un periodo di almeno sei settimane. Una volta che il gonfiore è stato ridotto, il paziente viene istruito su un programma di auto-trattamento (self-management) da svolgere a casa, che prevede l'uso di indumenti elastici compressivi, l'uso di fasciature che favoriscono il drenaggio uni-direzionale dei fluidi accumulati e l'utilizzo di dispositivi con funzioni micro-pressorie che favoriscono il drenaggio linfatico.

 

“Poiché i pazienti che sopravvivono all'intervento del tumore riescono a vivere più a lungo, e poiché il linfedema si presenta più frequentemente nei pazienti anziani, un numero sempre crescente di persone è a rischio di sviluppare questa condizione”.

 

Le indicazioni, di carattere generale, proposte dai medici specialisti delle patologie vascolari e del sistema linfatico per prevenire l'insorgenza di questa condizione, sono le seguenti: una dieta salubre, l'esercizio fisico regolare, ed evitare le infezioni cutanee e le punture di insetto. Quando si sviluppa un'infezione il paziente a rischio deve immediatamente rivolgersi ad un medico per attuare una cura di antibiotici. Nelle donne che hanno subito un doppio intervento di mastectomia, qualunque procedura che preveda l'utilizzo transdermico di aghi deve essere praticata nelle gambe e non negli arti superiori. Inoltre, ustioni e cicatrici possono danneggiare ulteriormente e distruggere i capillari linfatici, favorendo dunque la progressione della patologia. L'obesità, infine, è considerata un fattore di rischio in quanto determina uno stress eccessivo sul sistema linfatico.