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Caratteristiche del massaggio linfatico

La tecnica di drenaggio linfatico manuale fu sviluppata inizialmente dal Dr. Emil Vodder nel 1936

Quando i liquidi corporei, con parte dei loro soluti, si accumulano nei tessuti, a causa di un danneggiamento o malformazioni congenite delle vie linfatiche, il carico linfatico supera la capacità di trasporto e si possono verificare fenomeni di stasi fra cui il Linfedema.

Esistono, tuttavia, situazioni in cui il sistema linfatico, pur funzionando al 100 %, fallisce nella rimozione del carico di liquido accumulato.

Questo capita quando, a causa di un'eccessiva pressione venosa, oppure quando le pareti dei vasi sanguigni sono indebolite da lesioni infiammatorie, sono presenti nei tessuti alti livelli di materiale filtrato dai capillari.

 

In questi casi il drenaggio linfatico manuale (DLM) promuove in misura notevole il recupero della funzione dei vasi linfatici.

 

La tecnica di drenaggio linfatico manuale fu sviluppata inizialmente dal Dr. Emil Vodder e presentata durante un congresso a Parigi nel 1936.

Da allora sono stati sviluppati altri metodi di drenaggio con significative varianti.

 

La tecnica Vodder si distingue nell'uso delle pressioni applicate nel trattamento. Il continuo cambio pressorio ottimizza i risultati, muovendo i fluidi nella cute, aumentando la linfo motricità,  e riducendo il processo fibrotizzante, con il positivo effetto secondario di ridurre il dolore e di rilassare la tensione muscolare.

Un'ulteriore differenza con altri metodi è il modo di distendere la cute, non facendola scivolare.

Caratteristiche del massaggio linfatico

In generale, la tecnica di drenaggio prevede specifici movimenti delle mani che devono essere appresi e coltivati attraverso una continua applicazione pratica.

 

La parte del sistema linfatico sulla quale si intende agire attraverso il drenaggio manuale è principalmente quella superficiale.

L'azione svolta dal massaggio favorisce la raccolta dei liquidi extravasati all'interno nei vasi linfatici iniziali e nei vasi collettori attraverso variazioni di pressione esercitate sui tessuti.

 

La pressione della linfa, anche nei vasi di diametro maggiore, è generalmente piuttosto bassa.

I vasi linfatici inoltre, si contraggono autonomamente circa sei volte al minuto.

 

Ad ogni modo, il massaggio non deve concentrarsi solo sull'area interessata dal disordine.

Tutte le vie di drenaggio linfatico prossimali devono infatti essere ripulite prima di ogni tentativo di spingere la linfa periferica al loro interno.

La respirazione diaframmatica può essere utile specialmente nella cleareance delle aree inferiori (addominali).

Il massaggio linfatico deve essere delicato (ad eccezione delle zone caratterizzate da indurimento fibrotico) in quanto è dimostrato che un massaggio vigoroso può danneggiare i delicati filamenti di collagene connessi alle cellule endoteliali dei vasi linfatici, rendendo così ancora più difficile la raccolta dei fluidi e del loro contenuto all'interno dei capillari linfatici stessi.

 

Quando i fluidi sono stati raccolti nei linfatici iniziali, vengono spinti oltre le valvole nei vasi precollettori (vasi dotati di fibre muscolari simpatiche nella loro parete) ed a questo punto entrano in gioco controlli di tipo miogenico e neurogenico che permettono ai vasi collettori di pompare con maggiore forza e frequenza il carico al loro interno.

Il massaggio circolare e distale-prossimale determina una leggera pressione capace di distendere la cute.

Pressioni superiori ai 35 mm Hg non sono consigliate in quanto potrebbero comprimere eccessivamente i vasi linfatici e quindi ostacolare il trasporto della linfa al loro interno.

Pressioni maggiori possono comunque essere utilizzate per drenare ed ammollire i tessuti più profondi o per fare rilasciare i liquidi  dalle aree fibrotiche.

 

Una seduta di un'ora aiuta la rimozione del volume in eccesso di fluidi extracellulari e determina la riduzione del volume totale dell'arto affetto.

 

I pazienti a seguito di una sessione di massaggio, riportano generalmente una riduzione del dolore, del senso di “pesantezza” e della tensione cutanea nell'arto affetto.

Ad ogni modo il drenaggio linfatico manuale non è che una componente di un regime terapeutico volto alla stimolazione del trasporto dei prodotti biologici accumulati nei tessuti.