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Protocolli di trattamento e di mantenimento

Le tecnica di drenaggio linfatico manuale può essere praticata in tutti i pazienti che dimostrino un grado medio-grave di edema tissutale

Le tecnica di drenaggio manuale può essere praticata in tutti i pazienti ad alto e medio rischio di Linfedema per prevenire l'insorgenza della condizione, ed ovviamente per aiutare coloro affetti.

Nel trattamento del Linfedema, ed in ogni altra situazione in cui si verifichi un ostruzione al flusso linfatico, anche senza presenza di edema, il terapista deve operare un massaggio che promuova il trasporto dei fluidi dall'area affetta verso un territorio in cui le vie linfatiche siano funzionanti.

Sedute settimanali e mensili di DLM mantengono efficienti le vie di drenaggio.

 

Protocolli di trattamento del linfedema

Quando una paziente sviluppa un senso di pesantezza, fastidio o gonfiore a livello del braccio o del petto dal lato operato, si ritiene necessaria una visita da parte di uno terapeuta specializzato nella terapia dei disordini causati dalla stasi linfatica per valutare e classificare l'eventuale insorgenza del linfedema e per prescrivere le precauzioni adatte al corretto trattamento.

 

Il terapista specializzato nel trattamento del linfedema sviluppa un programma appropriato di trattamento basato su una completa anamnesi clinica della paziente.

 

Generalmente, il protocollo di terapia fisica, denominato fisioterapia decongestiva completa include una tecnica di massaggio (DLM), il bendaggio compressivo dell'arto affetto, una formazione sugli esercizi terapeutici, la respirazione profonda e l'auto-massaggio.

 

In aggiunta, al paziente viene prescritto un programma comprensivo di esercizi fisici volto alla stimolazione della flessibilità e della resistenza muscolare studiato appositamente sulla condizione del paziente in esame.

Si ritiene importante inoltre un costante follow-up clinico con controlli fissati ad intervalli regolari per misurare le circonferenze degli arti affetti, per valutare l'eventuale edema ed alterazioni della cute, per mantenere la motivazione da parte del paziente nel continuare il monitoraggio di questa patologia cronica e per stimare l'efficacia dei protocolli di auto-trattamento e correggerne al meglio la loro prescrizione.

 

Trattamento del linfedema delle estremità superiori dopo l'intervento di mastectomia del tumore mammario

Il trattamento del linfedema secondario al tumore mammario si basa su una complessa fisioterapia decongestiva che si costituisce di due fasi.

La prima, volta alla riduzione del volume del linfedema, consiste nella vestizione giornaliera di bendaggi non eccessivamente stretti associata a drenaggio linfatico manuale.

La seconda fase del trattamento consiste nella stabilizzazione del volume del linfedema attraverso la vestizione continua di bendaggi, la compressione giornaliera con indumenti specifici e drenaggio manuale, se necessario.

Il volume del linfedema può essere stabilizzato in seguito alla fase intensiva se il paziente dispone remissività verso le indicazioni fornite per il trattamento a lungo termine.

Consigli pratici come il controllo dul peso corporeo e la cura della cute sono spesso forniti in modo da evitare l'insorgenza della cellulite.

 

A causa dell'accumulo di liquido, caratteristico del linfedema, che differisce dalle altre tipologie di edema, la combinazione di DLM con il trattamento compressorio è l'unica soluzione per questa patologia.

A seconda della sua severità, ogni caso richiede comunque un trattamento specificamente studiato.

 

Terapia fisica successiva alla diagnosi di tumore mammario

Quando si presentano sintomi posturali, ortopedici o neurologici seguenti all'intervento di mastectomia o all'insorgere del linfedema

 

Un programma riabilitativo comprensivo nella terapia fisica è benefico per il paziente prima e dopo l'intervento chirurgico. Un iniziale valutazione determina la funzione basale della spalla, la misura della circonferenza degli arti, la postura e la flessibilità, e ed il livello di forma ed attività.

Il paziente viene istruito sul range di movimento post-operazione (ROM), su esercizi aerobici e di resistenza, precauzioni sulla condizione del linfedema, e su linee guida generali per il ritorno alla normale vita quotidiana.

In seguito all'intervento, vengono condotte indagini di controllo che comprendono la valutazione obiettiva del ROM post-operazione, della forza e di eventuali alterazioni della circonferenza delle estremità superiori degli arti. 

 

Protocolli di trattamento e di mantenimento delle panniculopatie

Nelle pannicolopatie, il massaggio drenante è utile per la stimolazione della componente microvascolare che in questa patologia risulta compromesso.

Lo dimostrano le ectasie capillari-venulari, il danno parietale, i microaneurismi, le microemorragie, oltre alla risposta reattiva della componente reticolare periadipocitaria e pericapillare, le alterazioni dei dispositivi di blocco, regolatori del flusso sanguigno a livello microcircolatorio, e le modificazioni patologiche della parete delle piccole arterie del tessuto adiposo. 

In questo quadro si osservano con le alterazioni morfoistochimiche della matrice extracellulare e la ridotta funzionalità metabolica ed enzimatica.

 

E' importante curare il drenaggio dei liquidi. La cellulite si innesca infatti quando il drenaggio dei liquidi tra cellula e cellula inizia a rallentare. In questa condizione di rallentamento e stasi, i liquidi si depositano nel tessuto connettivo.